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Capire i Pot Odds
La maggior parte dei giocatori di poker capisce
istintivamente che l’ammontare del piatto in gioco vada
ad influenzare il modo in cui una mano andrà giocate:
solitamente con piatti corposi i giocatori si limitano a dei
call se non hanno già un’ottima mano, perchè
sperano di migliorarla senza impegnare altre chips. Per quanto
questo sia spesso corretto, non vuol dire che il giocatore
conosca a fondo il modo in cui una mano vada giocata in base
all’ammontare del piatto: una perfetta comprensione
del come comparare le proprie possibiltà di vittoria
con la quantità di denaro nel piatto aiuta a prendere
decisioni più accurate durante il gioco, per cui ogni
tanto dovremo fare qualche calcolo matematico per capire quante
siano le nostre reali possibilità di vincere il piatto.
Quando si parla di Pot Odds si fa riferimento
alla relazione tra il denaro del piatto e il costo della puntata.
Se nel piatto ci sono 100$ e una puntata ci costa 20$, il
piatto ci offre un rapporto 100 – 20, ovvero 5:1. Quando
paragoniamo questo dato con le possibilità di fare
nostra la mano possiamo decidere se limitarci ad un call oppure
se eseguire una puntata.
Quando abbiamo un progetto per la nostra
mano, prima di agire dobbiamo valutare quante possibilità
abbiamo che il nostro incastro si verifichi: ci sono molti
metodi per farlo, ma quello più semplice è cercare
di calcolare quante sono le carte a noi favorevoli. Ad esempio,
se abbiamo un progetto per chiudere una scala, dovremmo avere
otto outs. Ci sono 52 carte nel mazzo e noi ne conosciamo
5 (le nostre 2 più le tre del flop). Quindi rimanogno
47 carte. Se togliamo le 8 carte che possono aiutarci, otteniamo
che ci sono 39 carte „sfavorevoli” e 8 favorevoli,
quindi il rapporto è di 39-8. Questo significa che
abbiamo 8 possibilità di vincere il piatto e 39 di
non vincerlo, siamo vicini ad un rapporto di 5-1 (precisamente
4.88-1). Se lo paragoniamo all’esempio fatto precedentemente
di un piatto da 100$ con 20$ da puntare, il rapporto sarebbe
simile e quindi possiamo dire che la nostra è una puntata
che si può fare. Se la puntata necessaria fosse stata
invece di 30$, basata solo sul pot odds, sarebbe stato meglio
non rischiare (per quanto avremmo potuto tentare ad esempio
un bluff).
Un altro aspetto da considerare sono la quantità
di denaro che faremmo nostra vincendo la mano (implied odd)
o che perderemmo non vincendo la mano (reverse implied odd).
Nel caso di una scala da concludere potremmo ad esempio rischiare
una puntata se pensiamo di poter guadagnare poi più
denaro nel seguito della mano. Se il piatto offre un rapporto
4-1 e dobbiamo offrire in rapporto 5-1, potremmo chiamare
al flop se fossimo certi di poter ricavare due puntate alte
al turn al river e vincere la mano. Questo è un esempio
di implied odd.
Di contro ci sono i reverse implied odd, che si verficano
quando saremo noi a pagare perdendo la mano. Ad esempio se
abbiamo un asso e un re a non troviamo la coppia al flop,
dobbiamo considerare che potremmo vincere la mano anche ottenendo
solo un asso o un re al flop o al river, però rischieremmo
anche di perdere la mano magari dopo aver dovuto puntare.
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Per questa ragione dobbiamo stare sempre
molto attenti al numero di out a disposizione quando calcoliamo
il pot odd. Nella situazione descritta prima dove abbiamo
asso e re (AK), le carte che usciranno al flop ci possono
portare ad una decisione adeguata; ad esempio supponiamo che
escano 9,10 e jack di cuori, mentre noi abbiamo asso e re
di picche. Qualsiasi tipo di puntata su questa mano sarebbe
quasi folle, perchè l’unica carta che potrebbe
farci realmente sperare di vincere la mano sarebbe un asso
(non di cuori) e anche in quel caso potremmo non avere la
mano migliore.
Se invece il flop fosse 2,7 e 9 avremmo buone possibilità
di vittoria con asso o re, in questo caso potremmo rischiare
un poichino in più. Non possiamo però considerare
6 out (3 assi e 3 re) a nostra disposizione, perchè
c’è comunque la possibilità che un altro
giocatore abbia in mano asso e 7 o asso e 9, quindi avremmo
4.5 outs. E’ quindi molto importante la propria capacità
di giudizio nel caoclo degli out a propria disposizione.
Un’altra situazione dove dovremo affidarci
in gran parte alla nostra capacità di giudizio è
quando tutte le carte sono uscite e dobbiamo valutare se fare
un’ultima puntata oppure no. La formula è la
stessa, dobbiamo comparare le possibilità di vittoria
al denaro disponibile nel piatto, in questo caso però
dovremo usare più il ragionamento che la matematica.
Se ad esempio il nostro avversario punta 20$ su un piatto
da 100, saremmo di nuovo in rapporto 5:1, il problema è
che la nostra mano è scarsa: dobbiamo quindi basarci
sullo stile di gioco dell’altro giocatore per capire
se il suo è un bluff e se vale la pena correre il rischio
di andare a vedere. Non c’è modo per essere precisi
in queste situazioni, ma l’esperienza di gioco che accumuleremo
durante le partite ci aiuterà a diventare più
accurati nel prendere queste decisioni.
Dobbiamo poi considerare i pot odds che offriamo
noi ai nostri avversari quando abbiamo una buona mano a disposizione:
se il piatto è abbondante dobbiamo fare qualsiasi cosa
per vincerlo, e per questo solitamente dobbiamo eliminare
più giocatori possibile. Ad esempio spesso dovremo
eseguire dei check-raise per costringere gli altri giocatori
a due puntate piuttosto che una.
Insomma dovremmo tentare di vincere il piatto il più
velocemente possibile per evitare che anche gli altri giocatori
possano ottenere mani vantaggiose. Di contro, con i piatti
più piccoli possiamo giocare in maniera meno aggressiva.
Teniamo sempre a mente l’ammontare del piatto e gli
errori compiuti comunemente dagli avversari che abbiamo di
fronte, in modo da forzarli all’errore con le nostre
giocate.
Calcolare i pot odds e compararli alle nostre
possibilità di vittoria non è certamente semplice
all’inizio, ma con la pratica ci verrà quasi
naturale, praticamente non dovremo nemmeno concentrarci sul
calcolo ma lo faremo in maniera spontanea; se non uniamo comunque
i calcoli matematici ad un ragionamento di base, rischieremo
di pagare a caro prezzo i nostri errori.
Sfruttare invece ragionamento e matematica insieme ci aiuterà
a giocare in maniera corretta e ad evitare mosse che potrebbero
costarci molte chips!
Ricordiamoci anche di memorizzare quando possibile le possibilità
di migliorare la nostra mano con la carta successiva, ecco
un piccolo schema che su un mazzo di 47 carte coperte mostra
le possibilità di miglioramento della propria mano
in base al numero di outs.
Outs |
Possibilità
di migliorare la mano |
| 1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15 |
46-1
23-1
15-1
11-1
8-1
7-1
6-1
5-1
4-1
7-2
3-1
3-1
5-2
7-3
2-1 |
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